TRATTA, non volgiamo lo sguardo

21 maggio 2012 Lascia un commento

Alla Commissaria europea , Cecilia Malmström

Al Ministro  per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione,  Andrea  Riccardi

Alla Ministra dell’Interno, Anna Maria Cancellieri

 Agli uomini e alle donne che non vogliono più volgere lo sguardo

 

Pesaro, 2 giugno 2012

Da almeno vent’anni passiamo per le strade accanto a giovani donne, spesso minorenni, che sappiamo tutti essere SCHIAVE. Sono corpi venduti e comprati, martoriati, marchiati a fuoco  per diventare merce di scambio. Questa “merce” esiste perché ha un mercato, c’è una domanda, allora viene da chiedersi: quanti degli uomini che ci sono accanto – mariti, fratelli, figli – ne fanno uso?  Non si può più volgere lo sguardo perché questo ci rende complici di uno dei crimini più diffusi e tollerati dalle “ persone per bene” e dalle istituzioni.

Da anni associazioni, singole donne, religiose, denunciano una situazione che la globalizzazione ha reso ancora più ampia e drammatica. La tratta degli esseri umani.

La tratta investe diversi aspetti della vita degli esseri umani: “Che sia per lavoro forzato o sfruttamento sessuale, la tratta di esseri umani è un delitto orribile e va chiamato con il suo vero nome: schiavitù moderna. Combatterla è per me una priorità fondamentale. Dobbiamo mobilitare ogni mezzo per rafforzare la prevenzione, l’attività di contrasto e la protezione delle vittime.” Queste sono parole che condividiamo della Commissaria europea Cecilia Malmström,  aggiungendo che dietro un uomo schiavo, c’è un essere umano più schiavo: una donna. E con le donne i bambini, i nati di donna.

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Categories: donne, politica

ieri

20 maggio 2012 Lascia un commento

Ieri ero ad un convegno organizzato  presso la Casa internazionale di Roma,  in ricordo di Alma Sabatini. Ho voluto esserci;  mi sembrava doveroso verso la donna che ci ha insegnato quanto il sessismo si annidi nella lingua italiana.

Ancora adesso,  dopo tanti anni di politica,  devo stare molto attenta  a  non farmi sfuggire un plurale maschile, anche quando sono in un contesto tutto  femminile. E penso a lei!

Mentre ero lì, ho appreso la terribile notizia dell’ordigno esploso a Brindisi. Francesca Koch, credo di ricordare,  dopo essersi velocemente consultata con il Direttivo della Casa, ha accennato al comunicato che  intendevano  fare. Un buon comunicato che poi ho letto sul loro sito.

Io ho avvertito un senso di infinita solitudine. Sono tornata a casa, ho scritto un post  per non pensarmi proprio una “senza tetto”. Non sono riuscita ad andare in piazza, mi sarei sentita nuda. Mi avete risposto in tante,  in privato,  ringraziandomi, come ha fatto Silvana che ha lasciato un commento, ma sono io che ringrazio voi. Mi sento un po’ più vestita.

Categories: donne

mostri senza ragione

19 maggio 2012 1 commento

Stamattina a Brindisi un ordigno è esploso vicino a scuola, una ragazza di 16 anni è morta, una è in fin di vita, diverse  ferite. Tante le coincidenze, troppe. E’ stato colpito l’Istituto intitolato a Morvillo-Falcone che ha vinto il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità, nel giorno dell’arrivo a Brindisi della Carovana antimafia, a pochi giorni dal ventesimo anniversario della strage di Capaci.

Con un gesto che non ha precedenti, anche per la criminalità organizzata, si è scelto di colpire una scuola e in particolare una prevalentemente femminile. Si è deciso – scientemente  – di uccidere, di intimidire  quelle ragazze e quei ragazzi che contrastano sempre più massicciamente la cultura mafiosa. E di spaventare genitori e insegnanti che attraverso la scuola promuovono cultura della legalità.

Questo gesto mira a generare sfiducia nelle istituzioni e a instillare l’idea che in fondo “loro” sono i più forti. Ma a questi mostri senza ragione va ribadito, con forza, che il loro gesto insensato non compromette la nostra democrazia.

La Democrazia rimane l’unica  forma di convivenza civile per cui vale la pena di spendersi e di battersi, SEMPRE.

Categories: politica

Merce di scambio

16 maggio 2012 Lascia un commento

“Oltre 600 ragazzine particolarmente vulnerabili – 187 negli ultimi dieci mesi – sono state sistematicamente violentate negli ultimi cinque anni da una gang di pedofili che le prelevava da case di accoglienza per minori. La sconvolgente vicenda è venuta in luce a Liverpool, in seguito alla condanna di nove uomini di origine asiatica: avrebbe, secondo il Times, dimensioni molto più vaste di quelle emerse durante il processo”. http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/453492/

Questa notizia apparsa sulle tv e sui giornali italiani il 9 maggio è un pugno nello stomaco per quello che dice e per la quantità di ragazzine coinvolte. Come possono accadere fatti del genere senza che nessuno se ne accorga? Senza che nessuno intervenga?

Un altro pugno l’ho sentito forte stamattina leggendo la notizia delle “ragazze sfruttate, violentate, marchiate a fuoco come fossero bestie. E poi sbattute sulla strada, in via Tiburtina e in via Aurelia. Era quello che accadeva almeno da tre anni a una ventina di giovani fatte arrivare a Roma con la promessa di un lavoro onesto e trasformate invece in prostitute” (Corriere della sera, pagine di Roma 16 maggio 2012)

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Categories: politica

Ma se io metto al centro del mio pensare il mio corpo fertile

15 maggio 2012 Lascia un commento

Pubblico dal mio scritto  “LAVORO:un post per noi “  il passaggio utile alla discussione  avviata nel post precedente. Il testo completo è  in documenti

[…] quando le donne parlano di lavoro non possono prescindere dalla maternità e dal lavoro di cura. E’ pure evidente che si tratta di donne appartenenti tutte ad una stessa classe sociale, non saprei dire quale, secondo le vecchie categorie, ma tutte sono istruite; hanno in comune esperienza di lavori precari, spesso svolti dentro casa; hanno un bambino piccolo e tanti anziani di cui occuparsi. Tutte sono determinate a realizzarsi nella vita liberamente e autonomamente. Loredana nel consegnarmi con fiducia il suo commento, come hanno fatto le altre, a voce ha sottolineato l’importanza dei soldi nel gestire anche le relazioni interpersonali. Infatti difficilmente una manager mette l’accento sulla condivisione, il problema viene risolto diversamente. Del resto tutte noi, non solo le manager, dobbiamo molto della nostra emancipazione alle rumene o alle ucraine che ci sono necessarie per rendere compatibili le nostre responsabilità domestiche con le responsabilità del lavoro.

Ho voluto essere accompagnata in questa giornata dalle parole di altre donne perché la politica, che è il mio ambito di ricerca e di azione, ha bisogno di costruire le sue azioni sulla materialità della vita, oltre i luoghi comuni. Ho detto e scritto molto in questi anni, anche sul lavoro, a volte mi è sembrato di farlo nel vuoto, invece la capacità di tante di fare da sponda al mio pensiero con parole proprie mi sollecita ad andare avanti. Anche l’invito a parlare in questo contesto è il segno di un ascolto reciproco.

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Categories: politica

Tempi di vita Tempo per la politica

14 maggio 2012 9 commenti

La nostra vita è fatta a incastro, organizzare la nostra politica vuol dire cogliere l’attimo, individuare il segmento spazio-temporale in cui “infilare” una riunione.

Se un incontro è ‘nazionale’ bisogna studiare bene gli orari ferroviari, per dare la possibilità alle partecipanti di andare e tornare in giornata.

Preparando uno di questi incontri, qualche tempo fa mi sono imbattuta  per la prima volta in una complicazione tutta nuova, e pure destinata a ripresentarsi: una donna dell’Udi che conosco da sempre, potrei dire una “militante”, interpellata sulla data, mi dice che non può partecipare perché “deve occuparsi dei nipotini”.

Mi stupisco, provo anche a dirglielo.

In decenni di convegni, congressi, riunioni, anche serali, non le ho mai sentito dire che non poteva esserci per via dei figli. Ho imparato molto da lei, anche a difendere il mio spazio in famiglia, non mi sarebbe mai venuto in mente di dire che non potevo essere presente a una riunione per via di mio figlio. E tuo marito non può? Mi avrebbe detto. Ovviamente tutto questo ha avuto un prezzo, ma entrava anche con forza nel discorso politico. Ci confrontavamo sulle liti (non si chiamavano ancora conflitti) che ciascuna sosteneva con le famiglie d’origine e/o acquisite per affermare il diritto a un tempo per sé e quindi per la politica. Ricordo anche certe profezie sui disastri scolastici che avrebbero colpito mio figlio, visto che mi occupavo più della politica che di lui! E che dire di una frase che mi ha perseguitata: “ti fai condizionare dalle amiche”. Vero. Le donne con cui ho fatto e faccio politica sono da sempre molto importanti per me, il loro giudizio conta. Alcune sono state un esempio.

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Categories: politica

TERZO appuntamento arte

Imparare l’arte   

Rubare l’arte

Le donne si sono dovute industriare per imparare l’arte, in alcuni casi l’hanno dovuta rubare, mettendo a profitto il ruolo di modelle. Mentre posavano immobili, potevano osservare da vicino il lavoro di grandi artisti e incamerare tecnica e mestiere.

I percorsi artistici di Berthe Morisot e di Suzanne Valadon sono emblematici.

Berthe Morisot, 1841-1895, nasce in una famiglia dell’alta borghesia francese che nel 1852 si trasferisce nei sobborghi di Parigi. Sono gli anni in cui Napoleone III organizza con magnificenza una Fiera mondiale in risposta alla Grande esposizione avvenuta nel 1851 a Londra. Edificio centrale dell’Esposizione era il Palazzo delle Belle Arti in vetro e ferro costruito per l’occasione dall’architetto Lefuel, qui era ospitata la prestigiosa rassegna dell’arte contemporanea, patrocinata dal Ministero delle Belle arti, conosciuta come Salon.

Vi esposero artisti quali Ingres e Delacroix e per sottolineare l’appoggio  ad artisti di ogni genere l’imperatore consegnò personalmente 500 tra medaglie, decorazioni ed onorificenze. Una medaglia dell’ordine più alto fu conferita per la prima volta ad una donna, Rosa Bonheur.

La Signora Morisot e le figlie Edma, Berthe e Ives, videro la mostra e parteciparono  dell’aria di modernità che si respirava. Così quello stesso anno, per fare una sorpresa al marito il giorno del suo compleanno, la Signora Morisot decide di far studiare pittura alle loro giovani tre figlie presso un maestro privato.

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Categories: arte
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