presentazione Casa delle donne – UDI di Pesaro

Il progetto di questa mostra è nato da un incontro, alla Casa delle donne, con Pina Nuzzo, con cui siamo in rapporto da tempo, Pina ci ha sollecitate a costruire un percorso di riflessione sulla presenza femminile nel mondo dell’arte, sia come artiste che come spettatrici. Ne sono nate una serie di conferenze e un laboratorio per approfondire temi legati alla cancellazione delle artiste donne dalla storia dell’arte ufficiale, ma anche per una lettura dei luoghi comuni riferiti alle donne e alla loro produzione artistica.

I quadri di Pina circolano da tempo, soprattutto tra le donne, che lei dice “…sono diventate simbolicamente le mie committenti”, quadri che sono espressione di una donna artista che afferma nella pittura la sua soggettività nel segno della differenza.

Pina Nuzzo, attiva da anni nel movimento delle donne, ha sviluppato una pratica politica che le è stata indispensabile non solo per l’acquisizione della coscienza di sé, ma per fare di sé una pittrice. Fare parte di una socialità femminile, di un luogo collettivo politico, dove prendere la parola significa collegarla alla propria esperienza, al vissuto del proprio corpo, permette la costruzione di sé come soggetto, autorizza una propria rappresentazione del mondo, permette di assumere un diverso ordine simbolico che prevede la presenza di “una artista” e della sua opera.

Da tempo i suoi quadri ci avevano catturate, in particolare le immagini delle sue donne insolite, in qualche modo inquietanti, così lontane da quelle da sempre proposte che nascono dallo sguardo e dal desiderio maschile. Figure di donne che non rappresentano dei ruoli costituiti, da lei disposte sulla tela in ordini di relazione che non rispondono ai codici dati, che stanno senza far niente e semplicemente nude.

Casa delle donne – UDI di Pesaro

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